UNICO, ORIGINALE, COMPLESSO. PIERO FORNASETTI, L’UOMO DALLE MANI INTELLIGENTI

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UNICO, ORIGINALE, COMPLESSO. PIERO FORNASETTI, L’UOMO DALLE MANI INTELLIGENTI

Mongolfiere, pesci, arlecchini, bastoni da passeggio, capitelli, farfalle, merletti, carte da gioco, cappelli, spade, mani… potremmo continuare così per ore. Piero Fornasetti, durante la sua prolifica e poliedrica attività, ha progettato più di 13.000 oggetti e l’elenco dei motivi posti a decorarli non si esaurisce certo in poche righe.

 

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Se poi volessimo passare in rassegna le 350 variazioni di uno dei suoi temi più ricorrenti non basterebbe quest’articolo. Se volessimo, infatti, soffermarci sull’enigmatico volto della cantante lirica Lina Cavalieri – continuamente rielaborato a partire da un’immagine che trovò sfogliando una rivista francese del XIX secolo – non potremmo evitare d’incorrere in una lunga digressione sul suo modus operandi affine a molti procedimenti creativi delle avanguardie artistiche del secolo scorso.

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Basti sapere che Piero Fornasetti è stato un “ladro sopraffino” del “già fatto”. Un “manipolatore” senza eguali d’immagini ritagliate da vecchi libri, illustrazioni o riviste e meticolosamente archiviate in faldoni dai quali, in seguito, le ripescava per decorare i complementi d’arredo realizzati artigianalmente nel suo Atelier di Milano.

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Avrà avuto prova tangibile della varietà di questi temi e motivi chi ha visitato la mostra Piero Fornasetti. 100 anni di follia pratica in esposizione al Triennale Design Museum dal 13 novembre 2013 al 9 febbraio 2014. Una mostra inedita curata dal figlio Barnaba, tenutasi in occasione del centenario della sua nascita e pensata allo scopo di ricollocare la sua ricca e complessa figura all’interno del dibattito storico-critico. Perché – come ha tenuto a precisare la direttrice del museo Silvana Annicchiarico – Piero Fornasetti è stato “un punto ineludibile nella storia del design”. Un personaggio unico ed originale, “un uomo con la mano intelligente” che non è stato soltanto progettista e decoratore, ma anche collezionista, pittore, stampatore, artigiano, stilista,  gallerista e curatore di mostre.

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Pochi, per esempio, sapranno che a partire dal 1940 iniziò a realizzare libri, per la maggior parte a tiratura limitata, che amava spedire ad amici e clienti. Volumi che non si fatica a definire libri d’artista, spesso calendari illustrati da sfogliare per diletto prima ancora che da consultare per computare il tempo. Mese dopo mese è infatti possibile addentrarsi nel suo mondo ironico e visionario. In tal senso sono esemplificativi volumi come Lunario del sole per l’anno 1951 con testo del pittore Fabrizio Clerici o Il vero pittore. Calendario pel 1948 per gli amici di Piero Fornasetti.

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In quest’ultimo, infatti, l’anno è scandito da 12 tavole, ognuna stampata a doppia pagina e raffigurante due illustrazioni speculari,  nient’altro che un gioco del doppio, dove a ben guardare è spesso possibile ravvisare false simmetrie. Un gioco sottile che sembra riferirsi al titolo del volumetto e ci spinge a chiederci se il vero pittore sia colui che è in grado di riprodurre fedelmente la realtà.

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Una delle tante letture possibili, che però ci induce a ragionare sul suo personalissimo rapporto con il reale e il quotidiano. Un reale e un quotidiano che per tutta la sua vita ha osservato con ironia, contaminandoli della sua pratica follia.

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