Serienumerica: quando la moda italiana è absolut handmade!

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Serienumerica: quando la moda italiana è absolut handmade!

 

Dalla vocazione esclusivamente artigianale e dallo stile ricercato, d’avanguardia. Un esempio di come la moda radical possa rinnovare le morfologie del made in Italy portandolo lontano, fino alle passerelle della Shanghai Fashion Week S/S 2015. Stiamo parlando di Serienumerica, brand torinese che si è contraddistinto per una produzione curata nei minimi dettagli ed in netta opposizione con le logiche del pronto moda i cui capi hanno un ciclo biologico che dura meno di una stagione. Orgogliosamente emancipate da una produzione standardizzata di massa che mercifica con ritmo settimanale e produce seguendo i passaggi di catena di montaggio, Stella Tosco e Maria De Ambrogio – le due giovani designer fondatrici del brand attivo dal 2009 – lavorano sin dagli esordi all’insegna del recupero di quelle tecniche e quei saperi tramandati di mano in mano, di generazione in generazione, di bottega in bottega. Una produzione, quindi, dedita alla serie limitata, alla selezione di materiali di qualità, alla sperimentazione di trattamenti unicizzanti, per una moda che, decisamente, non si fatica a definire slow.

 

Serienumerica_Fashion_Week_Shangai

 

Slow che si oppone al fast, slow come lentezza, slow che comporta movimenti pensati, pesati, soppesati, ponderati, cauti, magari come quelli delle mani sapienti di Stella Tosco intenta a confezionare come tradizione vuole un capo con la tecnica del crochet. Intenta ad unire insieme cento fili sottilissimi sfilati da più gomitoli per poi intrecciarli, punto dopo punto, in un maglione oversize di oltre 16 kg per il lancio della prima collezione uomo, la Autunno/Inverno 2013-14. La stessa calma paziente di cui, probabilmente, si è necessitato nella preparazione del composto atto alla gommatura nera della maglieria appartenente alla collezione donna Autunno/Inverno 2013-14. Una gommatura a base di lattice steso a pennello ed, ovviamente, a mano. La stessa placidità unita all’ardente desiderio di sapere, che anni addietro ha spinto sempre lei, Stella Tosco, a recarsi a casa di un maestro pellettiere al quale le grandi case di moda affidavano la realizzazione delle proprie borse; giorno dopo giorno, restando in silenzio, ne ha osservato la gestualità, il ritmo lento e sempre uguale, nella speranza di carpirne i segreti del mestiere custoditi tra le rugosità di quelle mani intelligenti, depositarie di memoria tattile.

 

Serienumerica_ivan_cazzola

 

L’approccio di Serienumerica rappresenta, quindi, uno degli esempi più calzanti di come il diktat “absolut handmade!” sia sempre più sentito, tanto da spingere le due designer ad andare al di là dell’esperimento su un capo, di una capsule collection o della confezione su misura dei look che si è avuto il privilegio e l’onore di apprezzare all’esclusiva sfilata – caso quest’ultimo dell’Alta moda. Ciò che infatti non viene realizzato in atelier – ubicato nel quadrilatero torinese – viene esternalizzato alle botteghe artigiane. Ed è così che, le due designer sfidano le tempistiche lunghe di una produzione manuale pur di raggiungere l’unicità, valore negli ultimi tempi tra i più agognati. Un’unicità, sia chiaro, cui certamente si perviene attraverso la riscoperta dell’artigianato ma anche attraverso la continua sperimentazione delle forme e delle tecniche di finissaggio, oltre che per mezzo  di un’attenta ricerca e selezione dei materiali – tutti i filati, ad esempio, appartengono alle rinomate collezioni Zegna Baruffa Lane Borgosesia.  Un’unicità, quindi, capace di rinnovare e portare nuova linfa alla moda made in Italy che per sopravvivere, forse, dovrebbe prendere esempio da Stella Tosco e Maria De Ambrogio le quali guardando al futuro sperimentano il nuovo e, al contempo, si volgono indietro verso il passato affidandosi alla maestria tecnica di silenziosi artigiani custodi di un sapere inestimabile.

 

Credits photo: Serienumerica Blog

Link di approfondimento: www.serienumerica.it

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