Daniel Day Lewis: Calzolaio per un anno

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Daniel Day Lewis

Daniel Day Lewis: Calzolaio per un anno

Daniel Day Lewis: Calzolaio per un anno

Due settimane fa è stato il compleanno di Daniel Day Lewis, attore britannico e tre volte premio Oscar. Per l’occasione abbiamo scoperto una storia interessante del suo rapporto con l’artigianato che vogliamo riproporvi.

Daniel Day Lewis

Nel 1999 entrò nella bottega di Stefano Bemer, purtroppo venuto a mancare nel 2012, per ordinare un paio di scarpe su misura fatte a mano. La seconda volta per sfuggire ai paparazzi. Il negozio è in San Frediano, nel cuore della Firenze più vecchia e più vera, la Firenze artigiana e delle botteghe. In quel luogo si sentiva accolto e al sicuro, in cui custodire anche molti ricordi. Il padre dell’attore, infatti, possedeva un paio di stivali Bemer che, dopo essere morto, furono indossati da Daniel finché non furono talmente consumati che fu impossibile ripararli.

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Un bel giorno decise, quindi, di chiedere ai proprietari (Stefano, Cristina e Mario Bemer) di lavorare in bottega per imparare l’arte. Una richiesta che lasciò tutti sbigottiti. Stefano però subito gli disse di non avere le possibilità per pagarlo secondo i suoi abituali cachet, ma l’attore gli rispose dicendogli che avrebbe lavorato gratuitamente e fu così che iniziò il suo apprendistato.

Quella dei Bemer è una bottega “in”, di quelle per i vip e Day Lewis creò, insomma, le scarpe per i suoi colleghi, lavorando otto ore al giorno tra cuoio e pelle.
I proprietari della Bottega Bremer lo hanno sempre descritto come una persona composta e sempre in silenzio durante le ore di lavoro. Non dava confidenze ed era il primo ad arrivare al mattino e l’ultimo ad andarsene la sera. In cambio, comunque, i Bemer e la gente del quartiere gli offrirono protezione dai paparazzi, anche perché lui non voleva più far parte del mondo dello spettacolo e desiderava ritrovare sé stesso.

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Successivamente però Martin Scorsese, con l’aiuto della moglie di Day Lewis, riuscì a convincerlo a tornare sulle scene di “Gangs of New York” e così abbandonò la bottega. Al termine di un pranzo in famiglia, nel luglio del 2000, i Bemer regalarono all’attore la cassetta degli attrezzi e le chiavi della bottega, dicendogli che la bottega sarebbe rimasta casa sua e a queste parole Daniel scoppiò a piangere.

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